Mamma mia, mamma mia!

E’ sempre molto difficile esprimere un giudizio obiettivo su un film, perchè ogni opera cinematografica viene vissuta, da ognuno di noi, in modo differente, ma lo è ancora di più se il film ha incassato 150 milioni di Dollari.

‘Mamma mia’, il musical cinematografico con Meryl Streep, può considerarsi un successo da tutti i punti di vista, unanimi e positive le recensioni di pubblico e critica.

E’ indubbio che ‘Mamma mia’, tecnicamente parlando, sia un musical a tutti gli effetti, ma è un musical mal riuscito. Bravi attori, location mozzafiato, musiche degli Abba travolgenti e conosciute ai più, ma canto e ballo sono a dir poco imbarazzanti, nati da un scelta precisa del coreografo di non utilizzare ballerini professionisti e di non doppiare i cantanti.

Ne esce un musical debole, proprio nelle parti cantate e ballate, che non riescono mai, o quasi mai, a creare quella magia unica che ci si aspetterebbe da un musical, nel momento in cui canto, ballo, interpretazione si fondono sullo schermo. Ascoltare un CD degli ABBA è di gran lunga più emozionante dell’effetto creato sul grande schermo dal serpentone umano ‘fuori tempo’ che balla sulle note di ‘Mamma mia’.

Non c’è bisogno di scomodare i mostri sacri del musical (Fred Astaire o Gene Kelly) per trovare qualche esempio di musical che funziona.

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La realta’ immersiva di inizio secolo scorso

Agli inizi del ‘900 i primi spettatori dei fratelli Lumière sperimentarono sulla loro pelle la realta’ immersiva del cinema con l’arrivo virtuale di un treno in sala. Ne segui un fuggi fuggi generale con conseguenze quasi peggiori.
Caso analogo nel corto ‘The great train robbery’ (S. Porter 1903) dove nell’ultima scena l’attore punta la pistola verso la macchina da presa e svuota l’intero caricatore. Anche qui gli spettatori fuggirono in preda al panico.

 

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Esempi illustri che corrispondono certamente a realtà confermati dal racconto di mia mamma che negli anni ’50 al cinema estivo, ricorda che sua nonna si preoccupò molto per non aver preso l’ombrello visto che stava iniziando a piovere, fortuna volle che la pioggia fosse solo nella pellicola.